Le Chiese di Ruoti sono dei veri e propri monumenti, contenitori di opere d'arte di alto pregio sopravvissute al passare dei secoli. Ancora oggi raccontano la storia di questo piccolo paese:

Chiesa Matrice

Antico Sigillo della Chiesa Matrice di S.Nicola

Già in atti del 8.4.1620 del Notaio Masio di Avigliano e del 30.12.1657 del notaio Grippo di Avigliano, la Chiesa Madre di Ruoti viene indicata con il titolo di S. Nicola. Per le epoche precedenti si conosce che la Feudataria Zenobia Scaglione fu seppellita "in cornu Evangelii" dell'Altare Maggiore della Chiesa Madre, ed effettivamente nel suddetto luogo, durante un riattamento eseguito verso il 1900, furono trovati resti di una sepoltura che purtroppo poi andarono dispersi. Nel 1794 la vecchia Chiesa, che per ampiezza era circa la metà dell'attuale, ma sita nello stesso luogo e con lo stesso orientamento, venne abbattuta, e la nuova fondazione, che incorporò la vecchia, venne inaugurata dal Vescovo Serrao che vi portò la prima pietra. Le mura e la cupola, furono completate entro il 1805, mentre l'interno venne terminato entro il 1810. Su incarico del Vescovo Serrao, l'architetto Magri, discepolo del Vanvitelli, redasse il progetto, mentre il direttore dei lavori fu il maestro Antonio Porcello che morì cadendo dalla cupola nel 1802. L'altare maggiore della vecchia Chiesa, dedicato a S. Nicola, di pietra marmorea della locale Abetina (e che ora è situato sotto la statua del Santo a sinistra dell'altare maggiore), secondo la tradizione fu sostituito dal Magri con un altare della Cattedrale di Potenza, che lo stesso architetto aveva rifatto e conserva ancora i simboli vescovili (mitra e pastorale). Potrebbe però, in mancanza di migliore documentazione, essere stato regalato dal Vescovo Caracciolo alla Chiesa di Ruoti, mentre egli era Vescovo di Potenza e la madre feudataria di Ruoti. Confrontando questo altare con quello della cappella della SS. Annunziata nella Cattedrale di Napoli, di proprietà della famiglia Caracciolo, e ricordandosi che il Vescovo Caracciolo tra il 1616 e il 1623 rifece la Cattedrale di Potenza, si ha la netta impressione che i due altari siano della stessa mano. Nel secolo scorso ebbe una sovrastruttura che ha deformato alquanto la purezza della linea; nel 1960 fu spostato di due metri indietro e vi fu rifatto il piano e la balaustra. Di pietra marmorea dell'Abetina è anche l'altare prima dedicato a S. Filomena (più recentemente la statua è stata rifatta e dedicata a S. Agnese). Degna di nota, a fianco di questo altare, è una statua lignea di S. Rocco del 1700 e un reliquario di notevole importanza. Particolare importanza, anche se sciupati dal tempo e da incrostazioni di polvere, hanno quattro dipinti di ignoto autore di scuola napoletana presumibilmente del 1650-1700. Tutti raffigurano in diversi atteggiamenti, la Madonna al centro e santi in venerazione e in preghiera. Quello a sinistra dell'entrata è incorniciato da quindici meravigliosi quadretti che raffigurano i misteri del rosario. Questi quattro quadri furono donati dalla Famiglia Contaldi. Il campanile, preesistente alla nuova Chiesa, fu sopraelevato ed ultimato dopo il 1814, al tempo dell'Arc. Vincenzo Caivano che, dandone l'esempio, sollecitò i cittadini di tutte le condizioni a trasportare pietre dalla "fiumara" di Ruoti. Il terremoto del 16 dicembre 1857 lo danneggiò tanto che si dovette ridurne l'altezza. Ora è di nuovo pericolante. Antecedente alla nuova costruzione, cioè del 1763, è la campana maggiore sulla quale vi è rappresentata la Madonna, S. Nicola, S. Antonio e il Redentore. Sulla campana media vi è rappresentato S. Nicola ed una lucertola (tale campana fu fusa in località Calvario, mentre tutti i cittadini gettavano nella fusione oggetti d'oro e d'argento). Sulla campana piccolina, ora lesionata, v'è il nome del fondatore e la data: Gennaro Danisi. A.D. 1887. Nel 1971 è stato provveduto alla costruzione di una scala interna per accedere alla campana e all'orologio pubblico nonché all'impianto di riscaldamento ad aria calda.

Cappella del Calvario
Sorge all'entrata del paese, su uno spuntone tufaceo che ricorda il monte Calvario. Ha la porta centrale e due porte finestre. Sino a pochi anni fa esisteva, sul frontone, una scritta ora andata perduta. Nel 1874, nello spazio laterale antistante, venne fusa una campana della Chiesa Madre.

Cappella di S. Rocco
Nella località Spinosa, durante la peste del 1651, a cura del feudatario dell'epoca venne costruita, su suo terreno, la cappella dedicata a S.Rocco. In tale cappella la statua del santo viene portata in processione il 16 agosto e ripresa la prima domenica di settembre, giorno in cui vengono tributati i festeggiamenti. Anche in tale cappella, ora molto malridotta, esiste un portale di pietra dell'Abetina sul cui frontale esiste lo stemma stilizzato dei Capece Minutolo.

Chiesa di S. Vito
Costruita nello spiazzo omonimo, è sostanzialmente una cappella. Vi si trova un altare di pietra locale dell'Abetina che, con gli altri altari e portali delle case di Ruoti, dimostra la presenza nel 1600 - 1700 di valenti scalpellini. Altro altare più recente è dedicato a S. Donato. Sulla volta esiste un dipinto raffigurante S. Rocco, patrono di Ruoti, con raffigurazione panoramica del paese. È stata restaurata varie volte a devozione di fedeli.

Chiesa della Madonna
Già chiesa del Rosario si alternava con la chiesa madre come luogo di sepoltura sin quando, nel 1851, venne costruito ed usato il cimitero. Ha un portale di pietra locale da attribuirsi al 1400 - 1500. Vi è custodito un quadro settecentesco. Il piccolo ossario che vi era annesso al fianco destro, fu rimosso pochi anni fa, allorquando venne costruito l'asilo.

LE CHIESE SCOMPARSE

Chiesa di S. Pietro
Era la chiesetta del castello feudale da pochi anni completamente scomparsa anche nei ruderi in seguito a recente costruzione di casa privata e di pavimentazione della piazzetta antistante. Ne resta il ricordo nella strada omonima.

Chiesa S. Sebastiano
Antica cappella nella piccola piazza del paese venne, verso il 1630, dal feudatario unita al cosiddetto "Palazzo del Principe" che in tale anno fu costruito. Il feudatario inoltre ottenne il permesso di costruirvi sopra essendo stata, in tale epoca, la chiesa tolta al culto. Divenne in seguito sede della Guardia nazionale e di recente negozio. Viene ricordata dal vicolo omonimo.

Chiesa di S. Lorenzo
Antica cappella del 1500 circa, costruita, con molta probabilità, durante la dominazione angioina. Nominata in molti documenti del 1600, come cappella già sconsacrata, venne in seguito venduta ed attualmente è incorporata in una casa privata. Il ricordo ne è tramandato dalla piazzetta omonima.