ETIMOLOGIA:
Racioppi sostiene che il termine derivi dalle forme del basso latino Rodium,
"terra arabile/aperta all'aratro", e Rothus, "novale" o maggese (Racioppi
1889, 67). La forma suddetta è anche attestata nel Rationes Decimarum Italiae
(secoli XIII-XIV). Nell'anno 1324 si ha, infatti, "pro beneficio Roti" e
"archipresbiter et clerici Roti".
Presentazione
Il
paese di Ruoti è
situato su di un'altura, dominante il corso della fiumara di Avigliano.
Le sue origini sono remote e probabilmente risalgono al VI sec. A.C.,
quando il centro fu edificato lungo un'antica rete stradale che collegava
Metaponto con la valle del Sele. Ruoti fu una roccaforte lombarda appartenente
alla
Contea di Conza e successivamente fu ceduta
dai
Normanni alla Contea di Conversano. Nel feudo si susseguirono vari signori
e nel periodo angioino vi dominarono prima i Sanseverino e poi i Ferillo
di Muro. Nel 1511 accolse anche una colonia di profughi albanesi. Nel
1583 fu dominata dai Caracciolo, ed è proprio in quel periodo che Ruoti
ottenne gli Statuti Cittadini. Infine il centro appartenne ai Capece
Minulto e poi ai Ruffo di Bagnara. Per le vie del centro storico si
possono
ammirare pregevoli portali di antichi palazzi. Di interesse artistico
è la Chiesa Madre
di San Nicola, nel cui interno sono conservati una tela del 1500
raffigurante la Madonna del Rosario, alcune tele settecentesche raffiguranti
la Madonna e i Santi opere del pittore Gian Lorenzo Cardone ed una statua
lignea di San Nicola del XIV sec. La cupola e le mura perimetrali della
struttura,
terminati nel 1805, si attribuiscono ad un discepolo del Vanvitelli.
Nelle vicinanze del paese è situata l'Abetina di
Ruoti, segnalata dalla Società Botanica Italiana per la presenza
dell'abete bianco ormai diventato una specie rara. Nel territorio, oltre
agli allevamenti degli ovini e caprini, dal cui latte si ricavano ottimi
formaggi, sono molto diffuse le colture cerealicole.
Origine
attestata
Il rinvenimento, nel centro abitato, di resti di mura preromane costituite
da pietre calcaree di forma omogenea e il ritrovamento, in località
Fontana Bona, di una stipe di votiva facente parte di un santuario dedicate
ad una divinità campestre datano la prima presenza
di popolazioni Osco-Sabelle nel sito intorno al V-IV secolo a.C.